Radici di libertà oltre il muro: all'I.C.S. Falcone e Borsellino il murales che guarda al futuro
Ci sono mattine in cui la memoria smette di essere una data sul calendario e diventa un brivido sulla pelle, un nodo alla gola, un colore che accende il cemento. È l’emozione purissima che ha travolto oggi il cortile del plesso Girgenti dell’I.C.S. "Falcone e Borsellino". Nel 34° anniversario della strage di Capaci, la nostra scuola non si è limitata a "ricordare" Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: li ha fatti tornare a camminare tra i corridoi, negli occhi dei bambini, nel vento che ha accompagnato una giornata indimenticabile, nata dal cuore delle insegnanti delle quinte classi e guidata dalla sensibilità della Maestra Daniela Perrone.
Tutto è iniziato con il silenzio della commozione. Gli alunni delle quinte hanno aperto la mattinata con una performance teatrale capace di toccare le corde più intime dei presenti, interpretando i due magistrati prima da bambini - uguali a loro - e poi da adulti. E proprio nel momento più alto della recita, mentre le voci dei piccoli parlavano di futuro e di nuove generazioni, è accaduto qualcosa che ha tolto il fiato a tutti: un’improvvisa, fortissima folata di vento ha fatto scivolare giù il telo che copriva l'opera. Il murales "RADICI DI LIBERTÀ: Oltre il Muro" si è svelato così, da solo, come se una mano invisibile avesse voluto dare un segno dal cielo proprio mentre i bambini parlavano di speranza. Gli occhi si sono riempiti di commozione e un applauso spontaneo ha accompagnato il volo dei palloncini tricolore, liberati verso l'alto come un grande "grazie".
Subito dopo, l’emozione si è fatta carne con la testimonianza di Giovanni Busetta, figlio di una vittima di mafia, letteralmente abbracciato dalle domande delicate e curiose degli alunni delle quarte elementari. Busetta ha risposto con la voce rotta dall'emozione, specialmente quando ha squarciato il velo dei ricordi raccontando il dolore immenso di quel giorno in cui gli assassinarono il padre. Ma in quel dolore ha saputo trovare la forza per parlare ai ragazzi di vita vera: ha spiegato che la mafia non è solo quella delle bombe, ma si combatte ogni giorno dicendo no al bullismo, rispettando i compagni e le regole, amando la propria terra. Una promessa di legalità che ha unito tre generazioni, con la presentazione fiera di suo figlio e di suo nipote, che frequenta proprio la nostra scuola e alla quale ha voluto donare un opera in ceramica raffigurante i due magistrati.
La forza di questo messaggio è stata ripresa dal Dirigente Scolastico Nicasio Sampognaro, che ha raccontato la genesi profonda di questo progetto. Ha spiegato di aver voluto personalizzare una foto storica per un motivo preciso: nel murales, Paolo Borsellino non guarda il vuoto, ma fissa l'edificio scolastico che Falcone gli sta indicando. È un dialogo eterno con i nostri studenti, uno sguardo protettivo che dice loro: “NOI ci siamo". Un concetto vibrante ripreso anche dalle autorità presenti: il Vice Sindaco Daniele Vella e l’Assessore alla Pubblica Istruzione Antonella Insinga – che hanno esortato i ragazzi a essere piccoli e fieri cittadini della legalità quotidiana. La vicinanza dello Stato è stata testimoniata anche dalle parole di Agostino D’Amato del Centro "Pio La Torre", dalla presenza di Don Salvatore Pagano e dall'energia di Michelangelo Balistreri del Museo delle acciughe, che ha regalato ai bambini una poesia e una storia di puro coraggio dedicata ai due magistrati.
Ma questo capolavoro è, prima di tutto, dei nostri bambini; l'artista, Giusy Lo Medico, che ha guidato il progetto "Agenda Sud", ha raccontato quanto sia stato arricchente lavorare con loro. Ha scelto colori vivaci, solari, perché la legalità deve profumare di gioia, non di paura. E alla base del dipinto, i piccoli hanno lasciato le loro impronte colorate: una firma di speranza impressa sul muro. Un viaggio nella bellezza che, come spiegato dall’insegnante Bucalo, tutor del progetto, continua anche nell'atrio della scuola, dove sono esposte le piccole tele realizzate dai ragazzi, che hanno dipinto nel ricordo delle vittime di mafia con la purezza dei loro occhi.
Prima dei saluti finali, il Dirigente Scolastico ha voluto ringraziare tutti con profonda gratitudine: la Maestra Perrone, la Vicepreside Antonella Eucaliptus, le insegnanti, il personale ATA, il Consiglio d'Istituto, le forze dell'ordine presenti: Maggiore Pietro Calabrò Comandante Compagnia dei Carabinieri di Bagheria, Luogotenente C.S. Vincenzo Ruggieri Comandante di Stazione Carabinieri di Bagheria, Carlo Del Signore, Capitano Guardia di Finanza della Compagnia di Bagheria e Giovanni Busetta per il dono della sua storia.
Il sigillo finale a questa giornata di speranza e impegno è stato un canto di libertà. Il Coro del Girgenti, diretto dalla Maestra Angela Zarcone, ha fatto vibrare il cortile sulle note di "Pensa", "Sicilia bedda" e altri brani che parlano di coraggio e di speranza in un mondo migliore e libero dalle mafie. Nelle voci pulite e potenti dei nostri studenti è risuonato l'eco più bello dell'intera mattinata: la certezza assoluta che le "Radici di Libertà" della nostra scuola sono forti, profonde e non verranno mai spezzate.
I VIDEO DELLA CERIMONIA DI SVELAMENTO:
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